Tratto dal contributo offerto dall'organizer di Palermo:
"Una associazione a noi molto vicina come spirito, promossa e rappresentata da un esponente del movimento degli amici di Beppe Grillo, l'associazione Generazione Attiva, quella che ha ottenuto a furor di popolo l'abolizione dei costi di ricarica delle compagnie di telefonia mobile, ha appena ricevuto una strana risposta dal nostro Governo. L'associazione chiedeva di ottenere il rilascio della documentazione attinente la realizzazione del progetto-portale del turismo Italia.it. Un no secco, sapientemente motivato: la domanda di accesso alla documentazione "non rientra tra i diritti specifici dei consumatori... in quanto finalizzata genericamente a conoscere i costi della pubblica amministrazione, in funzione di un generico ed indistinto interesse al contenimento della spesa pubblica".
Già del tempo addietro era stato respinto l'appello di ScandaloItaliano (
http://www.webimpossi... ) affinché fossero resi pubblici i documenti di gara relativi alla realizzazione del portale Italia.it il cui costo (come stimato da ScandaloItaliano) si sarebbe aggirato intorno ai 56,1 milioni di euro (per un sito!!!)
Dopo il diniego da parte dell'amministrazione dello Stato e il conseguente ricorso di ScandaloItaliano alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi, la stessa ha dato la seguente risposta negativa: per la commissione i documenti sono pubblici tuttavia non possono essere rilasciati a seguito della richiesta di ScandaloItaliano, che
non dimostra nessun "interesse" ad accedere alla documentazione.
"[...] il diritto di accesso, riconosciuto dall'art. 22 1. 7 agosto 1990 n. 241, non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell'attività della Pubblica Amministrazione, ma
deve correlarsi ad un interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti. "
Tale interesse "[...] deve essere
attuale, con riferimento alla richiesta di accesso ai documenti;
diretto, ossia personale, cioè deve appartenere alla sfera dell'interessato;
concreto, con riferimento alla necessità di un collegamento tra il soggetto ed un bene della vita coinvolto dall'atto o documento [...],
serio, ossia meritevole e non emulativo (cioè fatto valere allo scopo di recare molestia o nocumento) e adeguatamente motivato, con riferimento alle ragioni che vanno esposte nella domanda di accesso."
E ancora: "[...]Il concetto di interesse giuridicamente rilevante non è tale da consentire a chiunque l'accesso agli atti amministrativi; il diritto di accesso ai documenti amministrativi
non si atteggia come una sorta di azione popolare diretta a consentire una sorta di controllo generalizzato sull'Amministrazione, giacché da un lato l'interesse che legittima ciascun soggetto all'istanza, da accertare caso per caso,
deve essere personale e concreto e ricollegabile al soggetto stesso da uno specifico nesso, e dall'altro la documentazione richiesta deve essere direttamente riferibile a tale interesse oltre che individuata o ben individuabile.
Il generico richiamo ad "un interesse collettivo alla massima trasparenza" formulato da Scandaloitaliano non giustificherebbe dunque il rilascio della documentazione richiesta "[...]
nascondendo e configurando, in realtà un vero e proprio controllo sull'operato e sull'agire della pubblica amministrazione, espressamente non condiviso dalla giurisprudenza maggioritaria" (
idem per il caso Parco delle Cinqueterre).
Secondo la legge 7 agosto 1990 n. 241 (art.25)
http://www.giustizia.... , infatti, i documenti delle pubbliche amministrazioni, seppure pubblici, non sono accessibili a tutti, ma "[...] al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi, secondo le modalità stabilite dalla presente legge".
A blindare tale posizione si aggiungono le modifiche a tale legge (11 febbraio 2005, n 15) e il secondo regolamento attuativo della legge 241, Decreto del Presidente della Repubblica datato 12 aprile 2006, n.184 (
appena due giorni dopo le elezioni Politiche del 9-10 aprile!!!):
dove di fatto
viene aggiunto che alla formula "
chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti" del precedente testo occorre che si dimostri di avere "[...] un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l'accesso" (articolo 22, comma 1, lettera b, l. 241/1990; articolo 2 D.P.R. 184/2006).
Occorre dunque, per richiedere copia dei documenti, dimostrare di essere titolari di interessi giuridicamente tutelati ad ottenerli.
Tutto ciò contraddice palesemente il processo evolutivo del diritto amministrativo, anche in riferimento a quanto è avvenuto in seno all'Unione Europea grazie all'intervento di alcuni europarlamentari svedesi, che hanno promosso l'estensione alla comunità europea della legislazione svedese in materia di acccesso agli atti amministrativi
In Svezia, infatti, ogni cittadino ha diritto di avere libero accesso ai documenti ufficiali che non siano espressamente catalogati come riservati. In Italia purtroppo non esiste un diritto di accesso generalizzato, bensì il diritto dei soli soggetti giuridicamente interessati di prendere visione e di estrarre copia dei documenti amministrativi verso cui abbiano un interesse diretto, concreto e attuale.
La differenza sostanziale fra la legislazione italiana e quella svedese non si riferisce infatti alla tipologia dei dati di cui si richiede l'accesso, generalizzati o meno, quanto sulle finalità per le quali si concede l'accesso. Per la legge italiana l'accesso ai documenti amministrativi"[...] costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza (articolo 22, comma 2, legge 241/1990)"
mentre
la legge svedese afferma che il diritto dei suoi cittadini di avere libero accesso ai documenti ufficiali è dato
"[...] allo scopo di favorire il libero scambio di opinioni e la disponibilità di un'informazione esaustiva."
Dunque il diritto all'informazione viene messo in primo piano in Svezia, mentre qui in Italia non viene assolutamente considerato.
L'azione di avere un'amministrazione trasparente è del tutto coerente con l'evoluzione del diritto comunitario."